Nel tran tran della vita non ho fatto in tempo a risponderti e salutarti. Se leggi e ti domandi: sono io? Sì, sei tu. Parlo con te.
Ti faccio i migliori auguri perché sei bella, forte e luminosa. Sei sempre stata viva reattiva e presente anche nel dolore, o almeno nel tuo modo di raccontarlo. D'esempio, nella tua trasparenza (seppure ermetica), nella tua decisione e nella tua bontà, checché tu ne pensi.
Bella, ciao! BUON TUTTO sai <3
la tua amica erbacea
ps: e se mai volessi, mi prudono le dita per lasciarti la mia mail
domenica 19 giugno 2016
sabato 7 maggio 2016
La blogger furiosa
Oggi ho scritto un post che iniziava così:
"A sfatare il mito della Curvula buona, Curvula carina, oggi staccherei la testa a morsi a tutti."
Ho urlato e bestemmiato come una stronza, frustrata dalla scelleratezza di mia madre. Che ok, grazie a dio è stata dimessa dall'ospedale, ma si comporta come se non ci fosse mai finita.
Ero furibonda tipo ragazzina isterica che schiuma perché a scuola le hanno messo due verifiche lo stesso giorno, e come suddetta ragazzina mi sono cementata in camera a non fare un cazzo.
Poi ho letto cose che mi hanno fatto pietà. Ho rivisto in quelle cose il mio lamento (nel mio caso abilmente mascherato di rabbia, perché fa più strong independent woman) e mi sono trovata patetica.
Mi incazzerò ancora
sempre
e con passione
ma it gets worse senza subbio se glielo permettiamo, bitches. Non si può neanche parlare di sfortuna.
Se ci avveleniamo il sangue e rinunciamo a ribellarci attivamente peggiorerà. Tutto. Senza dubbio, ci metto la firma io
Quindi spacchiamoci su canzoni ignoranti e prendiamoci un po' meno sul serio
comincio io ;)
"A sfatare il mito della Curvula buona, Curvula carina, oggi staccherei la testa a morsi a tutti."
Ho urlato e bestemmiato come una stronza, frustrata dalla scelleratezza di mia madre. Che ok, grazie a dio è stata dimessa dall'ospedale, ma si comporta come se non ci fosse mai finita.
Ero furibonda tipo ragazzina isterica che schiuma perché a scuola le hanno messo due verifiche lo stesso giorno, e come suddetta ragazzina mi sono cementata in camera a non fare un cazzo.
Poi ho letto cose che mi hanno fatto pietà. Ho rivisto in quelle cose il mio lamento (nel mio caso abilmente mascherato di rabbia, perché fa più strong independent woman) e mi sono trovata patetica.
Mi incazzerò ancora
sempre
e con passione
ma it gets worse senza subbio se glielo permettiamo, bitches. Non si può neanche parlare di sfortuna.
Se ci avveleniamo il sangue e rinunciamo a ribellarci attivamente peggiorerà. Tutto. Senza dubbio, ci metto la firma io
Quindi spacchiamoci su canzoni ignoranti e prendiamoci un po' meno sul serio
comincio io ;)
sabato 30 aprile 2016
Invicti
Ho momenti di sconforto duro e puro in cui tutto si adombra, il sole mi pulsa negli occhi come un cuore nero e mi affatica qualsiasi cosa.
Mamma ci ha fatto un altro scherzo, e il giorno stesso in cui è stata dimessa dall'ospedale vi è anche rientrata, questa volta in un altro reparto e anticipata dall'ululato delle sirene.
Avrei voluto tuffarmi di testa sul marciapiede per smettere di sentire le sue disarticolate richieste d'aiuto, il silenzio funereo dell'ambulanza che sembrava non arrivare mai, il tuu tuu indifferente del telefono di mio fratello che squillava a vuoto.
Ma siamo sopravvissuti. Tutti, finora.
Sbattendo i denti per la paura, come nei cartoni animati, ma sopravviviamo.
Mamma ci ha fatto un altro scherzo, e il giorno stesso in cui è stata dimessa dall'ospedale vi è anche rientrata, questa volta in un altro reparto e anticipata dall'ululato delle sirene.
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| Mai 'na gioia. |
Ma siamo sopravvissuti. Tutti, finora.
Sbattendo i denti per la paura, come nei cartoni animati, ma sopravviviamo.
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venerdì 22 aprile 2016
Preghiera
Di nuovo all'ospedale, stavolta per mamma. Il deja vu con babbo è impressionante e ho pensato che se fossi rimasta a dormire da Vik avrei ricevuto un'altra chiamata da mio fratello, alle sei del mattino, che con voce spezzata mi avvertiva che mamma era morta.
Ho rotto il ciclo (quella storia che si ripete) o almeno lo spero. Sono tornata subito a casa, arroccandomi in cucina per non soffrire la solitudine di una casa sempre più vuota. Abbatterei le stanze, le sedie, i posti macchina vacanti. Mi rinchiuderei in una scatola minuscola per non vedermi perennemente rinfacciato quel vuoto.
In autostrada con Vik ho singhiozzato proprio come quando, su quella stessa strada, con quella stessa macchina e compagnia, tornavo a casa per incontrare la salma di mio padre.
Ho pagato il mio conto di lacrime, vedete, in anticipo? Oh ne avrei ancora per molto, moltissimo da piangere, come per quello di babbo che non ho ancora saldato. Ancora pago, a rate salate e umide, il prezzo di una foto al cimitero.
Però è un inizio. Piangerò, piangerò tantissimo comunque, quindi non c'è bisogno che mamma muoia, vedi Destino? Stracciamo per sempre questo foglio di carta, questa mappa malata, questo piano mostruoso.
Nell'orto innaffio piantine neonate, quasi al buio, perché nemmeno loro muoiano.
Che ognuna di loro parli di me alla Madonna severa e ingiallita, in garage.
Ho rotto il ciclo (quella storia che si ripete) o almeno lo spero. Sono tornata subito a casa, arroccandomi in cucina per non soffrire la solitudine di una casa sempre più vuota. Abbatterei le stanze, le sedie, i posti macchina vacanti. Mi rinchiuderei in una scatola minuscola per non vedermi perennemente rinfacciato quel vuoto.
In autostrada con Vik ho singhiozzato proprio come quando, su quella stessa strada, con quella stessa macchina e compagnia, tornavo a casa per incontrare la salma di mio padre.
Ho pagato il mio conto di lacrime, vedete, in anticipo? Oh ne avrei ancora per molto, moltissimo da piangere, come per quello di babbo che non ho ancora saldato. Ancora pago, a rate salate e umide, il prezzo di una foto al cimitero.
Però è un inizio. Piangerò, piangerò tantissimo comunque, quindi non c'è bisogno che mamma muoia, vedi Destino? Stracciamo per sempre questo foglio di carta, questa mappa malata, questo piano mostruoso.
Nell'orto innaffio piantine neonate, quasi al buio, perché nemmeno loro muoiano.
Che ognuna di loro parli di me alla Madonna severa e ingiallita, in garage.
giovedì 14 aprile 2016
100 parole #1
Braccata dai cani della mente, avevo chiesto asilo a gambe e
braccia.
Tiravano e spingevano, e io nascosta in punta di dita mi facevo piccola piccola: mezzaluna insignificante di coscienza, bianca sulle unghie.
Silenziosa come uno sbadiglio ingoiato mi confondevo con le sensazioni: fatica, forme e fragranze di fiori falciati... o salvati dal morso del tagliaerba per spegnersi su un letto d’ospedale a forma di bicchiere, davanti a una foto. Mi ci tagliavo gli occhi. Mi ci facevo a pezzi, perdevo forma e mi ricostruivo fragile e cava come conchiglia, ma senza rumore di mare... per vergogna prego in silenzio.
Tiravano e spingevano, e io nascosta in punta di dita mi facevo piccola piccola: mezzaluna insignificante di coscienza, bianca sulle unghie.
Silenziosa come uno sbadiglio ingoiato mi confondevo con le sensazioni: fatica, forme e fragranze di fiori falciati... o salvati dal morso del tagliaerba per spegnersi su un letto d’ospedale a forma di bicchiere, davanti a una foto. Mi ci tagliavo gli occhi. Mi ci facevo a pezzi, perdevo forma e mi ricostruivo fragile e cava come conchiglia, ma senza rumore di mare... per vergogna prego in silenzio.
domenica 3 aprile 2016
Uomini e frutti
Scrivo dal treno. Un tipo inquietante si siede davanti a me, mi fissa immobile e in silenzio per qualche minuto (mi sembrano ore), e proprio quando penso di alzarmi si alza lui e se ne va. Dopo molto torna.
Scappo, sono agitata.
Ieri osservavo un amico di Viking, sempre un po' caustico e incarognito, un tipo da bestemmie e battute razziste (lo chiameremo Nigeria).
Lo osservavo dare un bacino delicatissimo sulla schiena di una nocciolina umana di un mese.
Prima ancora si era battuto a suon di porconi e minacce di chiamare l'ASL perché un altro amico non prendesse il cane, visto che non è mai a casa ("Gli animali non sono oggetti, *bestemmia*!").
Prima ancora ci aveva cucinato i biscotti per la prima volta in vita sua, sbagliando l'impasto e sfornando delle specie di lingue di gatto morbide, buffe e vagamente crude.
Sono tornata a casa gongolante, sia per la serata piacevole, sia per aver cambiato completamente opinione su Nigeria. Non mi è mai stato antipatico, ma non mi ero neppure accorta di come potesse essere dolce sotto quella scorza ruvida e amara.
Spesso Viking e io descriviamo le persone come frutti: buccia, polpa e nocciolo, il tutti approssimato a buono o cattivo.
Buccia: come appari più esternamente
Polpa: come sei quando ti si conosce meglio
Nocciolo: come sei più intimamente, di fondo
Sia Viking che io siamo d'accordo nel definire Nigeria di buccia cattiva, polpa buona e nocciolo buono.
Viking si autodefinisce di buccia buona, polpa cattiva, e nocciolo buono.
Di me dice: sei tutta buona. Io invece penso che la mia parte più cattiva sia nel nocciolo, che mi sforzo sempre di addolcire.
"A volte sono invidiosa di persone che mi stanno antipatiche", ho spiegato a Viking. "L'invidia non è cattiveria, è debolezza", ha replicato lui.
A me però lascia l'amaro in bocca.
Se dovessi essere cattiva per difendermi, lo farei senza alcuna esitazione (Ho pensato, ucciderei per non essere violentata? Sì.).
Vorrei pulirmi come un tagliere di legno, grattare via tutto lo sporco impregnato e tornare pulita, viva, tornare addirittura albero.
Una cosa che non sono da tanto tempo.
Scappo, sono agitata.
Ieri osservavo un amico di Viking, sempre un po' caustico e incarognito, un tipo da bestemmie e battute razziste (lo chiameremo Nigeria).
Lo osservavo dare un bacino delicatissimo sulla schiena di una nocciolina umana di un mese.
Prima ancora si era battuto a suon di porconi e minacce di chiamare l'ASL perché un altro amico non prendesse il cane, visto che non è mai a casa ("Gli animali non sono oggetti, *bestemmia*!").
Prima ancora ci aveva cucinato i biscotti per la prima volta in vita sua, sbagliando l'impasto e sfornando delle specie di lingue di gatto morbide, buffe e vagamente crude.
Sono tornata a casa gongolante, sia per la serata piacevole, sia per aver cambiato completamente opinione su Nigeria. Non mi è mai stato antipatico, ma non mi ero neppure accorta di come potesse essere dolce sotto quella scorza ruvida e amara.
Spesso Viking e io descriviamo le persone come frutti: buccia, polpa e nocciolo, il tutti approssimato a buono o cattivo.
Buccia: come appari più esternamente
Polpa: come sei quando ti si conosce meglio
Nocciolo: come sei più intimamente, di fondo
Sia Viking che io siamo d'accordo nel definire Nigeria di buccia cattiva, polpa buona e nocciolo buono.
Viking si autodefinisce di buccia buona, polpa cattiva, e nocciolo buono.
Di me dice: sei tutta buona. Io invece penso che la mia parte più cattiva sia nel nocciolo, che mi sforzo sempre di addolcire.
"A volte sono invidiosa di persone che mi stanno antipatiche", ho spiegato a Viking. "L'invidia non è cattiveria, è debolezza", ha replicato lui.
A me però lascia l'amaro in bocca.
Se dovessi essere cattiva per difendermi, lo farei senza alcuna esitazione (Ho pensato, ucciderei per non essere violentata? Sì.).
Vorrei pulirmi come un tagliere di legno, grattare via tutto lo sporco impregnato e tornare pulita, viva, tornare addirittura albero.
Una cosa che non sono da tanto tempo.
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| © Frances Cannon |
giovedì 3 marzo 2016
Sulla tenerezza
Sono molto silenziosa in questo periodo, ma le cose, piccole e un po' meno piccole, succedono.
Ho un amico che è un pezzo di cuore da... 12 anni, credo? col quale pure non mi sento spessissimo.
Oggi l'ho aggiornato su una decisione difficile che ho preso, ricevendo in cambio una doccia di affetto e preoccupazioni da mamma chioccia.
Da un pezzo fatico moltissimo a gestire i rapporti sociali (sono molto, troppo elusiva), ma mi sento onestamente grata per l'affetto e i sorrisi che ricevo qui e là, pur non essendo un'amica molto presente. Ultimamente mi sento intenerita da tutte le persone in generale, anche quelle verso cui non provo particolare simpatia... figuriamoci verso chi mi riserva un po' di dolcezza, magari pure immeritata!
E' un momento così.
Il Viking c'è ancora, e si è fatto più vicino in diversi piccoli modi che mi sorprendono conoscendo il suo carattere indipendente, geloso dei propri spazi.
Mi telefona regolarmente, anche più volte al giorno, invece di comunicare solo via messaggio.
Mi ha proposto di sua iniziativa di lasciare una mia tuta a casa sua, così da potermi cambiare e star sempre comoda.
Si è offerto di lasciare il cellulare acceso anche di notte, dopo avergli raccontato un incubo in cui mi perdevo di notte nella sua città, senza soldi e mezzi di trasporto, e mi disperavo perché sapevo che se lo avessi chiamato a quell'ora avrei trovato il cellulare spento.
Cose così, banali ma carine.
Sono molto intenerita da queste attenzioni, ma le prendo con le pinze.
E' un periodo infelice anche per lui, ed io sono un porto sicuro... come lui lo è per me.
Mi chiedo: continuerò ad essere così benvoluta anche quando le cose si raddrizzeranno nella sua vita? Ha senso farsi queste pippe mentali?
Immagino che l'unica risposta sia: si vedrà.
Per ora prendo quello che c'è di buono, giusto? Tanto sono una disadattata anch'io, proprio come lui.
Tanto vale volersi un po' di bene, almeno tra di noi disagiati.
love a tutti <3
Oggi l'ho aggiornato su una decisione difficile che ho preso, ricevendo in cambio una doccia di affetto e preoccupazioni da mamma chioccia.
Da un pezzo fatico moltissimo a gestire i rapporti sociali (sono molto, troppo elusiva), ma mi sento onestamente grata per l'affetto e i sorrisi che ricevo qui e là, pur non essendo un'amica molto presente. Ultimamente mi sento intenerita da tutte le persone in generale, anche quelle verso cui non provo particolare simpatia... figuriamoci verso chi mi riserva un po' di dolcezza, magari pure immeritata!
E' un momento così.
Il Viking c'è ancora, e si è fatto più vicino in diversi piccoli modi che mi sorprendono conoscendo il suo carattere indipendente, geloso dei propri spazi.
Mi telefona regolarmente, anche più volte al giorno, invece di comunicare solo via messaggio.
Mi ha proposto di sua iniziativa di lasciare una mia tuta a casa sua, così da potermi cambiare e star sempre comoda.
Si è offerto di lasciare il cellulare acceso anche di notte, dopo avergli raccontato un incubo in cui mi perdevo di notte nella sua città, senza soldi e mezzi di trasporto, e mi disperavo perché sapevo che se lo avessi chiamato a quell'ora avrei trovato il cellulare spento.
Cose così, banali ma carine.
Sono molto intenerita da queste attenzioni, ma le prendo con le pinze.
E' un periodo infelice anche per lui, ed io sono un porto sicuro... come lui lo è per me.
Mi chiedo: continuerò ad essere così benvoluta anche quando le cose si raddrizzeranno nella sua vita? Ha senso farsi queste pippe mentali?
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| Sono cintura nera di rimuginare. |
Immagino che l'unica risposta sia: si vedrà.
Per ora prendo quello che c'è di buono, giusto? Tanto sono una disadattata anch'io, proprio come lui.
Tanto vale volersi un po' di bene, almeno tra di noi disagiati.
love a tutti <3
mercoledì 17 febbraio 2016
martedì 9 febbraio 2016
Dulce et decorum
Mi sento un nodo allo stomaco, lo stesso che provavo quando per qualche giorno di fila mi dimenticavo di cambiare l'acqua ai girini, e quando me ne rendevo conto me li immaginavo già tutti esanimi sul fondo dell'acquario, asfissiati.
Era il senso di colpa per non aver assolto a un dovere, e la paura per le conseguenze definitive delle mie azioni. Anche ora effettivamente mi sento impaurita per come non riesco a dare una direzione concreta alle mie giornate, e in colpa per quanto tempo sto impiegando nel cercare di ritrovare un senso.
Un senso in tutto. Un senso punto.
Ogni tanto vado a riascoltare le canzoni della mia adolescenza, e fa sempre capolino tra i riascolti Regina Spektor, la mia cantautrice preferita per anni nonché mia prima girl crush, oggetto di un mio sfegatato amore fatto di discografia mandata a memoria, ritratti, magliette ufficiali e dipinte da me, presenza a un suo concerto con ottenimento di autografo, foto e abbraccio (!).
E anche se non figura più nel mio lettore mp3, ha sempre un posto speciale nel mio cuore, per la sua incredibile sensibilità e per le cose che sa dire, meglio di me.
The things that used to comfort me
don't comfort me,
But you can't spend your whole life
waiting for God to kiss you back...
Era il senso di colpa per non aver assolto a un dovere, e la paura per le conseguenze definitive delle mie azioni. Anche ora effettivamente mi sento impaurita per come non riesco a dare una direzione concreta alle mie giornate, e in colpa per quanto tempo sto impiegando nel cercare di ritrovare un senso.
Un senso in tutto. Un senso punto.
Ogni tanto vado a riascoltare le canzoni della mia adolescenza, e fa sempre capolino tra i riascolti Regina Spektor, la mia cantautrice preferita per anni nonché mia prima girl crush, oggetto di un mio sfegatato amore fatto di discografia mandata a memoria, ritratti, magliette ufficiali e dipinte da me, presenza a un suo concerto con ottenimento di autografo, foto e abbraccio (!).
E anche se non figura più nel mio lettore mp3, ha sempre un posto speciale nel mio cuore, per la sua incredibile sensibilità e per le cose che sa dire, meglio di me.
It's hard, it's hard
It's hard, it's harder
than it's ever been before
It's hard, it's harder
than it's ever been before
The things that used to comfort me
don't comfort me,
not anymore!
But you can't spend your whole life
waiting for God to kiss you back...
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vita
sabato 23 gennaio 2016
10 +1 CONSIGLI PER AFFRONTARE UN BREAKUP
Sì, ebbene, sono single.
Sì, sono stata lasciata.
Sì, lui non mi ha detto chiaramente "è finita", ma piuttosto "proviamo ad allontanarci per un po'", "ho bisogno di stare da solo", che è la stessa cosa solo all'acqua di rose.
Sì, sono abbastanza distrutta.
Questi sono i miei consigli di auto-aiuto. Rivolti, come si può intuire, principalmente a me stessa.
#1: SIATE EMOTIVE
La zia vi fa visita e non riesce a trattenere le lacrime ricordando il vostro defunto padre e suo defunto fratello? Tranquillizzatela sorridenti, più tardi piangete.
A Forum ascoltate una storia tristissima? Piangete.
Il biscotto che avete pucciato nel latte si è rotto e ci è caduto dentro? Piangete.
Ogni occasione è buona per piangere! Piangere è buono. Piangere è giusto.
Se piangete siete vive.
#2: NASCONDETE LA SIM DEL CELLULARE
Se siete un budino informe di dolore, per i primi giorni fate finta di non avere un telefono o, se come me non riuscite a rinunciare alla lobotomia offerta da una partita a Zombie Tsunami, eliminate la sim.
Scongiurate il rischio di mandare al vostro ex messaggi per i quali vi disprezzerete per il resto della vostra vita. Fatevi un favore, davvero.
#3: RIDETE SGUAIATAMENTE
Accettate di essere depresse, ma obbligatevi a essere felici almeno di qualcosa.
Ridete più forte alle battute, ballate mentre andate sul tapis roulant, trovatevi una canzone ridicola, epica e catartica che vi faccia da soundtrack. Possibilmente questa. Non prendetevi troppo sul serio.
#4: SUDATE
Quelle endorfine vi servono.
#5: CONCEDETEVI QUALCOSA DI SPECIALE
Sto guardando te, pacchetto di patatine. Sì, proprio te.
#6: NON ODIATEVI E NON ODIATELO
Odiare è logorante.
#7: NON FATE FINTA CHE NON VE NE IMPORTI NIENTE
Fingere è logorante.
#8: FATE YOGA
Se non siete capaci, improvvisate pure rischiando di uccidervi.
Potreste immortalare la scena e scoprire con piacere che a testa in giù sembrate più alte di quello che siete e che vostro ex si è perso tutto sommato una bella stangona.
#9: CAMBIATEGLI NOME E FOTO IN RUBRICA
Al diavolo il "Micione caliente", con la foto di lui sexy e tornito.
Per un po', "PSYDUCK" andrà benissimo.
#10: SCRIVETE SUL VOSTRO BLOG UN POST STUPIDO DI AUTO-AIUTO
#11: BONUS TIP, SE SIETE BULIMICHE:
Accettate che probabilmente vi abbufferete e vomiterete.
Sembra quasi educato, vero?
Da quanti anni ormai onorate un dolore degno di nota con una sonora abbuffata?
Tanti. Quindi, se sentite la necessità di farlo, fate in modo che sia una volta soltanto.
Poi la vita riparte e bisogna sentirla tutta, dolorosissimi abbandoni compresi.
Un bacio a tutti da una Curvula che, per ora, barcolla ma non molla.
Sì, sono stata lasciata.
Sì, lui non mi ha detto chiaramente "è finita", ma piuttosto "proviamo ad allontanarci per un po'", "ho bisogno di stare da solo", che è la stessa cosa solo all'acqua di rose.
Sì, sono abbastanza distrutta.
Questi sono i miei consigli di auto-aiuto. Rivolti, come si può intuire, principalmente a me stessa.
#1: SIATE EMOTIVE
La zia vi fa visita e non riesce a trattenere le lacrime ricordando il vostro defunto padre e suo defunto fratello? Tranquillizzatela sorridenti, più tardi piangete.
A Forum ascoltate una storia tristissima? Piangete.
Il biscotto che avete pucciato nel latte si è rotto e ci è caduto dentro? Piangete.
Ogni occasione è buona per piangere! Piangere è buono. Piangere è giusto.
Se piangete siete vive.
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| 10 punti a chi riconosce la citazione! |
#2: NASCONDETE LA SIM DEL CELLULARE
Se siete un budino informe di dolore, per i primi giorni fate finta di non avere un telefono o, se come me non riuscite a rinunciare alla lobotomia offerta da una partita a Zombie Tsunami, eliminate la sim.
Scongiurate il rischio di mandare al vostro ex messaggi per i quali vi disprezzerete per il resto della vostra vita. Fatevi un favore, davvero.
Accettate di essere depresse, ma obbligatevi a essere felici almeno di qualcosa.
Ridete più forte alle battute, ballate mentre andate sul tapis roulant, trovatevi una canzone ridicola, epica e catartica che vi faccia da soundtrack. Possibilmente questa. Non prendetevi troppo sul serio.
#4: SUDATE
Quelle endorfine vi servono.
#5: CONCEDETEVI QUALCOSA DI SPECIALE
Sto guardando te, pacchetto di patatine. Sì, proprio te.
#6: NON ODIATEVI E NON ODIATELO
#7: NON FATE FINTA CHE NON VE NE IMPORTI NIENTE
Fingere è logorante.
Se non siete capaci, improvvisate pure rischiando di uccidervi.
Potreste immortalare la scena e scoprire con piacere che a testa in giù sembrate più alte di quello che siete e che vostro ex si è perso tutto sommato una bella stangona.
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| Si è perso anche dei discreti polpacci, tiè. |
#9: CAMBIATEGLI NOME E FOTO IN RUBRICA
Al diavolo il "Micione caliente", con la foto di lui sexy e tornito.
Per un po', "PSYDUCK" andrà benissimo.
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| (Non si tiene così il vino bianco, Leo!) |
#11: BONUS TIP, SE SIETE BULIMICHE:
Accettate che probabilmente vi abbufferete e vomiterete.
Sembra quasi educato, vero?
Da quanti anni ormai onorate un dolore degno di nota con una sonora abbuffata?
Tanti. Quindi, se sentite la necessità di farlo, fate in modo che sia una volta soltanto.
Poi la vita riparte e bisogna sentirla tutta, dolorosissimi abbandoni compresi.
Un bacio a tutti da una Curvula che, per ora, barcolla ma non molla.
giovedì 21 gennaio 2016
Principessa & mediana
Io, principesca! Anche se non sopporto le principesse.
Io trasandata, grossa di grasso di muscolo di organi e di pensieri, coi vestiti di mio fratello e lo zaino pesante di frutta... varco una porticina di legno sotto un arco di mura, mentre un artista di strada canta la canzone di Marinella.
Salgo una lunga scala a pioli di pietra, apro e chiudo dietro di me altre tre porte lucchettate, e infine mi arrocco in una stanzetta calda e sicura, col tetto di legno e un occhio di vetro spettacolare, aperto sulla città.
Eccomi, una moderna Raperonzolo. E fino a domani sono mia, solo mia.
Non calo nessuna treccia.
A V., il mendicante che stamane mi ha fatto compagnia nella mia prima colazione in una città sconosciuta: vienimi incontro se mi scorgi per strada.
Mi faresti felice; che prezzo misero è quello di un caffè, per sentirsi meno soli!
Scrivevo queste righe qualche giorno fa, in viaggio per motivi universitari.
A volte soffro e mi pare insopportabile allontanarmi da casa, altre trovo una tana confortevole in cui accoccolarmi, e non vorrei tornare più.
Ho letto tutte le vostre parole coscienziose, e ve ne ringrazio di cuore, anche se mi mancano le parole altrettanto sagge per rispondere!
Vorrei dire a chi mi crede forte, a chi mi crede razionale, che sono proprio così, una Curvula a volte un po' rimbambita, ma mai completamente fuori binario, e che infatti ho smesso di sbandare.
Invece ha ragione la cara Kore: sto proprio cercando qualcosa per distrarmi, qualcosa da controllare, visto che ultimamente tutto mi sfugge di mano come sabbia... e anche se me ne rendo razionalmente (appunto) conto, quanto è dura agire contro istinto?
Vorrei dimagrire per pensare giorno e notte al cibo e togliere spazio ad altri pensieri, ad altri dispiaceri e fallimenti.
Che poi è lo stesso identico motivo per cui, all'opposto, vorrei sempre mangiarmi il mondo.
Così finisce che, come cantava Ligabue, sto sempre lì... lì nel mezzo... coi suoi pro e contro.
Io trasandata, grossa di grasso di muscolo di organi e di pensieri, coi vestiti di mio fratello e lo zaino pesante di frutta... varco una porticina di legno sotto un arco di mura, mentre un artista di strada canta la canzone di Marinella.
Salgo una lunga scala a pioli di pietra, apro e chiudo dietro di me altre tre porte lucchettate, e infine mi arrocco in una stanzetta calda e sicura, col tetto di legno e un occhio di vetro spettacolare, aperto sulla città.
Eccomi, una moderna Raperonzolo. E fino a domani sono mia, solo mia.
Non calo nessuna treccia.
A V., il mendicante che stamane mi ha fatto compagnia nella mia prima colazione in una città sconosciuta: vienimi incontro se mi scorgi per strada.
Mi faresti felice; che prezzo misero è quello di un caffè, per sentirsi meno soli!
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A volte soffro e mi pare insopportabile allontanarmi da casa, altre trovo una tana confortevole in cui accoccolarmi, e non vorrei tornare più.
Ho letto tutte le vostre parole coscienziose, e ve ne ringrazio di cuore, anche se mi mancano le parole altrettanto sagge per rispondere!
Vorrei dire a chi mi crede forte, a chi mi crede razionale, che sono proprio così, una Curvula a volte un po' rimbambita, ma mai completamente fuori binario, e che infatti ho smesso di sbandare.
Invece ha ragione la cara Kore: sto proprio cercando qualcosa per distrarmi, qualcosa da controllare, visto che ultimamente tutto mi sfugge di mano come sabbia... e anche se me ne rendo razionalmente (appunto) conto, quanto è dura agire contro istinto?
Vorrei dimagrire per pensare giorno e notte al cibo e togliere spazio ad altri pensieri, ad altri dispiaceri e fallimenti.
Che poi è lo stesso identico motivo per cui, all'opposto, vorrei sempre mangiarmi il mondo.
Così finisce che, come cantava Ligabue, sto sempre lì... lì nel mezzo... coi suoi pro e contro.
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sabato 16 gennaio 2016
La storia infinita
E poi succede che un mio amico mi chiami, chiedendomi: a Febbraio vieni a fare la hostess?
Io accetto al volo, tanto il lavoro langue in questo periodo dell'anno, con l'università sono amaramente spiaggiata, e col mio ragazzo sono in "pausa"...
quindi quale modo migliore di passare un weekend se non servendo caffè e biscotti (o birra e patatine), scomodamente arroccata su tacchi che metto una volta l'anno?
Ora la butto sul tragicomico, ma in realtà l'idea non mi dispiace davvero, soprattutto perché sarebbe il terzo anno consecutivo, e ormai conosco tutta la fauna del nostro stand.
Il tenerissimo, educatissimo e giapponesissimo T-san, il belga non-si-capisce-mai-se-è-serio-o-sta-scherzando, il fratello minore schivo, trasandato & affascinante, il tedesco bonaccione che a volte dava pure una mano a lavare i piatti...
Ora c'è solo una cosa che potrebbe trasformare questa esperienza in un incubo ad occhi aperti: andarci come sono adesso.
Inteso: grassa come sono adesso.
Oh, chiariamo subito che queste paranoie sono esclusivamente mie, questa è tutta psicosi del mio sacco.
Nessuno mi ha detto "devi dimagrire per avere il lavoro".
Nessuno dello stand commenterà il mio fisico.
Tenete presente che gli anni passati pesavo anche di più (ed ero meno muscolosa).
Eppure... oggi sento che per andarci tranquilla dovrei pesare almeno una manciata di Kg in meno.
Diciamo il minimo sindacale per non essere svilita dal confronto con le altreBarbie hostess...
Quindi? Dieta? Ma davvero Curvula?
Ero felice di aver dichiarato un cessate il fuoco col mio corpo, passando il Natale a nutrirmi spensieratamente di panettone, datteri, frutta secca... dicendomi che i chili messi su son fisiologici e altrettanto fisiologicamente li avrei persi nei mesi successivi, a rate, come fan tutti...
Invece, gira che ti rigira son di nuovo qua, a fissarmi arrabbiata e impietosa allo specchio.
E per citare Forrest Gump: sono un po' stanchina.
PS: grazie a tutte le persone carine che passano ancora di qua...!
Io accetto al volo, tanto il lavoro langue in questo periodo dell'anno, con l'università sono amaramente spiaggiata, e col mio ragazzo sono in "pausa"...
quindi quale modo migliore di passare un weekend se non servendo caffè e biscotti (o birra e patatine), scomodamente arroccata su tacchi che metto una volta l'anno?
Ora la butto sul tragicomico, ma in realtà l'idea non mi dispiace davvero, soprattutto perché sarebbe il terzo anno consecutivo, e ormai conosco tutta la fauna del nostro stand.
Il tenerissimo, educatissimo e giapponesissimo T-san, il belga non-si-capisce-mai-se-è-serio-o-sta-scherzando, il fratello minore schivo, trasandato & affascinante, il tedesco bonaccione che a volte dava pure una mano a lavare i piatti...
Ora c'è solo una cosa che potrebbe trasformare questa esperienza in un incubo ad occhi aperti: andarci come sono adesso.
Inteso: grassa come sono adesso.
Oh, chiariamo subito che queste paranoie sono esclusivamente mie, questa è tutta psicosi del mio sacco.
Nessuno mi ha detto "devi dimagrire per avere il lavoro".
Nessuno dello stand commenterà il mio fisico.
Tenete presente che gli anni passati pesavo anche di più (ed ero meno muscolosa).
Eppure... oggi sento che per andarci tranquilla dovrei pesare almeno una manciata di Kg in meno.
Diciamo il minimo sindacale per non essere svilita dal confronto con le altre
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| Due squinzie esemplificative |
Quindi? Dieta? Ma davvero Curvula?
Ero felice di aver dichiarato un cessate il fuoco col mio corpo, passando il Natale a nutrirmi spensieratamente di panettone, datteri, frutta secca... dicendomi che i chili messi su son fisiologici e altrettanto fisiologicamente li avrei persi nei mesi successivi, a rate, come fan tutti...
Invece, gira che ti rigira son di nuovo qua, a fissarmi arrabbiata e impietosa allo specchio.
E per citare Forrest Gump: sono un po' stanchina.
PS: grazie a tutte le persone carine che passano ancora di qua...!
domenica 10 gennaio 2016
Perché l'Avis mi stalkerizza
Risposta: perché sono una sfigata.
E non sfigata nel senso: "Oh povera Curvula, come sei sfortunata!", ma piuttosto nel senso: "Curvula? Ma chi, quella sfigata?".
Vi lascio immaginare l'indicibile vergogna quando stamane mi ha telefonato il rappresentate comunale dell'Avis, chiedendomi come mai risultassi inattiva dal 2013.
"Ho avuto un po' di problemi personali. L'ultima volta che mi hanno chiamata per la donazione ero sotto il peso minimo" è stata la mia imbarazzatissima risposta.
Non perché fosse una bugia (l'ultima telefonata l'ho ricevuta a distanza di un mese dalla morte di babbo, quando ero effettivamente un po' sconvolta e deperita), ma per la sfilza di motivazioni nascoste dietro a quel "problemi personali".
Nello specifico:
- Ciclo imbizzarrito
- Impegni universitari totalizzanti
- Pressione bassa
E fin qui, va beh. Potrei anche essere sfigata nel senso di sfortunata.
Ma vogliamo parlare di tutte le donazioni che ho schivato perché:
- Ero talmente concentrata su me stessa e sul mio malessere che fondamentalmente fottesega del mondo e di chi ha bisogno del mio sangue
- Era un periodo in cui stavo vomitando, e avevo paura di dare il colpo di grazia al mio fisico donando
- Era un periodo in cui ero così preoccupata di dimagrire che era impensabile fare colazione a suon di succo di frutta e merendine confezionate del centro prelievi, e l'alternativa era svenire
- Era un periodo in cui lo sport era talmente importante che era impensabile stare ferma per un giorno per riprendermi dal prelievo
Vogliamo parlarne?
Il volontariato è un impegno che, nel mio egoismo, non sono mai riuscita a mantenere.
Forse per fare ammenda, appena diciottenne mi sono iscritta a qualsiasi associazione per donare parti del mio corpo, al posto del mio tempo.
Quindi Avis (sangue), Admo (midollo osseo), Aido (organi e tessuti). Prendetene e avetene tutti, per essere blasfema.
E ora? Dov'è finito quel poco di generosità che avevo?
Come ho fatto a diventare una persona peggiore della me stessa diciottenne, che pure ricordo come profondamente volitiva, problematica, infantile, egocentrica?
Credo non ci sia bisogno di mettere per iscritto quale sia il mio primo buon proposito per l'anno 2016.
Baci & abbracci a tutti i sopravvissuti al 2015!
E non sfigata nel senso: "Oh povera Curvula, come sei sfortunata!", ma piuttosto nel senso: "Curvula? Ma chi, quella sfigata?".
Vi lascio immaginare l'indicibile vergogna quando stamane mi ha telefonato il rappresentate comunale dell'Avis, chiedendomi come mai risultassi inattiva dal 2013.
"Ho avuto un po' di problemi personali. L'ultima volta che mi hanno chiamata per la donazione ero sotto il peso minimo" è stata la mia imbarazzatissima risposta.
Non perché fosse una bugia (l'ultima telefonata l'ho ricevuta a distanza di un mese dalla morte di babbo, quando ero effettivamente un po' sconvolta e deperita), ma per la sfilza di motivazioni nascoste dietro a quel "problemi personali".
Nello specifico:
- Ciclo imbizzarrito
- Impegni universitari totalizzanti
- Pressione bassa
E fin qui, va beh. Potrei anche essere sfigata nel senso di sfortunata.
Ma vogliamo parlare di tutte le donazioni che ho schivato perché:
- Ero talmente concentrata su me stessa e sul mio malessere che fondamentalmente fottesega del mondo e di chi ha bisogno del mio sangue
- Era un periodo in cui stavo vomitando, e avevo paura di dare il colpo di grazia al mio fisico donando
- Era un periodo in cui ero così preoccupata di dimagrire che era impensabile fare colazione a suon di succo di frutta e merendine confezionate del centro prelievi, e l'alternativa era svenire
- Era un periodo in cui lo sport era talmente importante che era impensabile stare ferma per un giorno per riprendermi dal prelievo
Vogliamo parlarne?
Il volontariato è un impegno che, nel mio egoismo, non sono mai riuscita a mantenere.
Forse per fare ammenda, appena diciottenne mi sono iscritta a qualsiasi associazione per donare parti del mio corpo, al posto del mio tempo.
Quindi Avis (sangue), Admo (midollo osseo), Aido (organi e tessuti). Prendetene e avetene tutti, per essere blasfema.
E ora? Dov'è finito quel poco di generosità che avevo?
Come ho fatto a diventare una persona peggiore della me stessa diciottenne, che pure ricordo come profondamente volitiva, problematica, infantile, egocentrica?
Credo non ci sia bisogno di mettere per iscritto quale sia il mio primo buon proposito per l'anno 2016.
Baci & abbracci a tutti i sopravvissuti al 2015!
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