lunedì 21 gennaio 2019

People as fruit as people

A volte ho sentimenti bruschi e infantili che lascio decantare, spesso per intere notti.
La mattina raschio col cucchiaio quel fondo torbido, lo butto via, e torno a parlare con voce più limpida.
Sto insomma cercando di essere più paziente, più matura, più equilibrata, meno pronta a indossare i panni della vittima (decisamente un difetto di tutta la mia adolescenza e dei miei primi anni universitari).

Davanti alla stufa col fidanzato parlavamo di quella metafora con cui si paragonano le persone a un frutto.
Come hanno la buccia, l'apparenza più esterna? Buona o cattiva? E la polpa, quando li conosci meglio, ci hai a che fare? E il nocciolo, nel loro profondo intimo, per le cose che contano veramente?
"Di me avevi detto che avevo buccia buona, polpa cattiva e nocciolo buono," mi ricorda.
Cado dal pero. Davvero? Adesso lo vedo tutto buono. Anche lui è maturato, proprio come un frutto.