mercoledì 23 agosto 2017

Meteo

Ieri: giornata perfetta. Banalissima, non divertente, ma nemmeno noiosa. Equilibrata. Vegana. Luminosa. Speranzosa. Sembravo quasi un'adulta che sa quello che fa.

Oggi: carnaio.

venerdì 11 agosto 2017

La mia parte intollerante

Al moroso glielo chiedo spesso di avvertirmi, se sto diventando una stronza.
Lui con gli occhi dell'amore vede tutto buono in me e mi dice: no, più che altro diventata più forte. Conoscendoti prima è un passo avanti, anche se c'è un prezzo da pagare. Una specie di rigidità interna, una cotta di maglia sottopelle.

 Se in metro non mi fanno scendere chiedo permesso ma vado dritta  anche se mi tocca dare una spallata o due perché non ho più tempo né voglia per le cerimonie. Al lavoro perlomeno alleno la cordialità, perché mi sembra il minimo che possa fare, e perché effettivamente il tempo mi passa più in fretta. I risultati sono contrastanti. A volte difendo clienti accusati di essere degli stronzi portando la mia testimonianza: "con me è gentile". Mi viene risposto che è difficile trattarmi male perché sono troppo carina, e mi fa piacere. Faccio bene una parte del mio lavoro. Non sono una persona completamente repellente.

 A volte quel "troppo carina" significa che mi si chieda a più riprese (4) di andare a fare sesso in barca da degli sfigati di mezza età. Evidentemente do risposte negative ma non sufficientemente aggressive. So che non dovrei agitarmi perché sono dei falliti epocali che non vedono una vagina che non sia a pagamento da anni, talmente deboli da dover ricorrere a infastidire le ragazze sul posto di lavoro, dove non possono insultarli liberamente come farebbero a fine turno. Però la gente mollusco mi dà da pensare.

Chi cerca di sopraffarre proprio perché è inetta. Chi dà la colpa agli altri per le proprie insoddisfazioni. Chi non si evolve mai. Chi piega la realtà alla propria visione soggettiva, per ricoprire sempre la parte dell'eroe e mai quella del cattivo. Chi non ci arriva che potrebbe esserci di peggio fuori dll'aureola delle proprie esperienze negative. Chi si arrampica sugli specchi dello scherno pur di non ammettere che forse forse dovrebbe guardarsi dentro e cercare di migliorare. Chi piange miseria per una spina nel dito.
Eccetera eccetera. Io non ho più pazienza. Zero proprio. Mi sale una bile calda e acida proprio come il vomito e mi viene da pensare che non voglio più avere a che fare con nessuno.

Poi ripenso a una mia collega dolcissima con cui parlo di notte, dopo il lavoro. Imperfetta, ma eccellente con una semplicità disarmante. E a tutti gli altri così. Allora un po' passa.