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martedì 9 febbraio 2016

Dulce et decorum

Mi sento un nodo allo stomaco, lo stesso che provavo quando per qualche giorno di fila mi dimenticavo di cambiare l'acqua ai girini, e quando me ne rendevo conto me li immaginavo già tutti esanimi sul fondo dell'acquario, asfissiati.

Era il senso di colpa per non aver assolto a un dovere, e la paura per le conseguenze definitive delle mie azioni. Anche ora effettivamente mi sento impaurita per come non riesco a dare una direzione concreta alle mie giornate, e in colpa per quanto tempo sto impiegando nel cercare di ritrovare un senso.
Un senso in tutto. Un senso punto.

Ogni tanto vado a riascoltare le canzoni della mia adolescenza, e fa sempre capolino tra i riascolti Regina Spektor, la mia cantautrice preferita per anni nonché mia prima girl crush, oggetto di un mio sfegatato amore fatto di discografia mandata a memoria, ritratti, magliette ufficiali e dipinte da me, presenza a un suo concerto con ottenimento di autografo, foto e abbraccio (!).
E anche se non figura più nel mio lettore mp3, ha sempre un posto speciale nel mio cuore, per la sua incredibile sensibilità e per le cose che sa dire, meglio di me.



It's hard, it's hard
It's hard, it's harder
than it's ever been before

The things that used to comfort me
don't comfort me,
not anymore!


But you can't spend your whole life
waiting for God to kiss you back...