domenica 3 aprile 2016

Uomini e frutti

Scrivo dal treno. Un tipo inquietante si siede davanti a me, mi fissa immobile e in silenzio per qualche minuto (mi sembrano ore), e proprio quando penso di alzarmi si alza lui e se ne va. Dopo molto torna.
Scappo, sono agitata.

Ieri osservavo un amico di Viking, sempre un po' caustico e incarognito, un tipo da bestemmie e battute razziste (lo chiameremo Nigeria).
Lo osservavo dare un bacino delicatissimo sulla schiena di una nocciolina umana di un mese.
Prima ancora si era battuto a suon di porconi e minacce di chiamare l'ASL perché un altro amico non prendesse il cane, visto che non è mai a casa ("Gli animali non sono oggetti, *bestemmia*!").
Prima ancora ci aveva cucinato i biscotti per la prima volta in vita sua, sbagliando l'impasto e sfornando delle specie di lingue di gatto morbide, buffe e vagamente crude.
Sono tornata a casa gongolante, sia per la serata piacevole, sia per aver cambiato completamente opinione su Nigeria. Non mi è mai stato antipatico, ma non mi ero neppure accorta di come potesse essere dolce sotto quella scorza ruvida e amara.

Spesso Viking e io descriviamo le persone come frutti: buccia, polpa e nocciolo, il tutti approssimato a buono o cattivo.
Buccia: come appari più esternamente
Polpa: come sei quando ti si conosce meglio
Nocciolo: come sei più intimamente, di fondo

Sia Viking che io siamo d'accordo nel definire Nigeria di buccia cattiva, polpa buona e nocciolo buono.
Viking si autodefinisce di buccia buona, polpa cattiva, e nocciolo buono.
Di me dice: sei tutta buona. Io invece penso che la mia parte più cattiva sia nel nocciolo, che mi sforzo sempre di addolcire.
"A volte sono invidiosa di persone che mi stanno antipatiche", ho spiegato a Viking. "L'invidia non è cattiveria, è debolezza", ha replicato lui.

A me però lascia l'amaro in bocca.
Se dovessi essere cattiva per difendermi, lo farei senza alcuna esitazione (Ho pensato, ucciderei per non essere violentata? Sì.).
Vorrei pulirmi come un tagliere di legno, grattare via tutto lo sporco impregnato e tornare pulita, viva, tornare addirittura albero.
Una cosa che non sono da tanto tempo.

© Frances Cannon


8 commenti:

  1. Dietro la corazza di una persona dura c'è quasi sempre un'anima gentile, che ha sofferto. Così il tuo amico Nigeria.

    Aspetto calmina calmina i prossimi sviluppi :)
    ti stringo

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    1. Cara miraelcielo (adoro lo spagnolo, sappilo <3), non sono così convinta che una corazza dura nasconda quasi sempre un'anima gentile. Ma quando è così è davvero rinfrescante, ravviva la fiamma dell'apprezzamento verso le persone che mi scalda il cuore.
      Ricambio l'abbraccio, grazie del passaggio!

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  2. Curvuletta,
    a me il Nigeria è già simpatico, proprio in partenza.
    La gente che ha buccia bella solo raramente nasconde polpa buona, ho imparato, quindi di primo acchito le bucce un po' cattive mi fanno più simpatia.
    C'è qualche volta un mondo di tenerezza dietro.. e sono persone belle da scoprire.
    I bella buccia mi hanno sempre fatto pensare a quelle belle arance (credimi che il paragone è pregresso a questo post, per quanto sia difficile da credere)che poi si rivelano rinsecchite una volta sbucciate.
    Disseccate, aride.
    Schifus.

    Concordo con il Viking per quanto riguarda la tua composizione di buccia, polpa e nocciolo. So che non ti conosco quanto lui, ma le mie sensazioni sono quelle, quindi il mio pieno sostengo all'Uomo.
    Sostegno che non trova però l'affermazione sull'invidia.
    L'invidia non è necessariamente cattiveria o debolezza.
    L'invidia può anche essere un sentimento di ammirazione in grado persino di fungere da molla ispiratrice.

    Un sacco di gente che mi sta sulle palle ha la mia invidia, per ragioni del cazzo spesso.
    Tipo: vorrei essere capace di vivere nell'abnegazione totale ed essere una purista in qualche maniera, ma non so esserlo. X ci riesce, anche se è deprecabile in mille altre cose. X mi sta sul cazzo, ma invidio la sua costanza.
    Ecco, non mi reputerei né debole né cattiva per questo pensiero.
    E non lo penserei di nessun'altro.. mi sembra una visione troppo unilaterale.

    Non sei da pulire, né tanto meno da grattare!
    Sono frasi da dire? Ma perché?
    Ci fossero più noccioli come te in giro sai come si starebbe bene?

    Ti abbraccio...


    ps: se gratti un tagliere di legno lo rovini, eh. Economia domestica e non solo ^_^

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    1. Kore cara, mi riversi sempre addosso una gentilezza tale che non ho parole per ringraziarti.
      Dovrei imparare da te: a me le bucce cattive insospettiscono sempre un po', mentre mi lascio attirare con slancio dalle bucce buone. Per questo quando scopro una dolcezza che non immaginavo esserci, è sempre una gran gioia (e una delusione quando apro invece un'arancia rinsecchita, bleah!).
      Condivido la tua visione dell'invidia come molla, ma sono nerina di nocciolo non solo per quello. Ho molto altro su cui correggermi, ma grazie per aver visto del buono in me... ti stringo forte e a lungo.

      PS: Azz, ora mi becco i rimproveri pure in economia domestica? ^_^ pensavo alla spugnetta double face, quella con un lato morbido e uno un po' più ispidino, per grattare il tagliere. Sono ancora una pessima massaia?

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  3. Dedicato ai cattivi / Che poi così cattivi non sono mai (cit.)

    E' così bello che tu e il Viking abbiate questo linguaggio segreto, questo lessico famigliare :) condividete una visione del mondo e questo significa che fra voi c'è un forte legame... potrà cambiare, potrà evolversi, potrà interrompersi in certi momenti, ma non si spezzerà.

    Curvulina, rifletti: se fossi intimamente così cattiva, non te ne daresti pensiero... già questo dubbio secondo me è illuminante sulla tua natura più profonda, che invece trovo tanto più tenera quanto più ti interroghi, ti giudichi, ti condanni con troppa, troppa severità.

    L'invidia è un tratto umano, più o meno ci accomuna tutti... ciò che distingue le donne vere dalle sguattere è il modo in cui reagiamo, pur con tutti gli errori del caso.

    Ti abbraccio fino al tuo nocciolino squisito <3

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    1. Christiane/Claudine (nel dubbio Pulsatilla <3), sei sempre di una dolcezza squisita, pronta a cogliere il bello di tutto.
      Spero davvero che nello sforzo di correggermi sia in effetti racchiusa una certa "redenzione" alle mie brutture, che non si fermano certo all'invidia.
      Vorrei diventare luminosa come te, mia cara.
      Ricambio l'abbraccio forte, fortissimo!!!

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  4. C'è un che di inconfutabilmente biologico nelle persone la cui superficie appare ruvida, spigolosa o bacata. Spesso lo ostentano, è il loro modo per difendersi.
    Le persone che ci stanno antipatiche sono le più interessanti. La loro semplice esistenza tocca un tasto dolente. Qualcosa che temiamo di essere? Qualcosa che siamo in realtà e che rifiutiamo di ammettere? A volte incarnano qualcosa che ci repelle, allora li si ignora. Ma se è antipatia violenta è qualcosa di più personale.
    Non sono sicura che chi uccide sia cattivo. Non ho mai saputo bene cosa è buono e cosa è cattivo.

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    1. Il tuo commento è davvero arguto Lux, d'altronde è vero il classico detto: "chi disprezza compra". Ci sono diversi tipi di antipatia, e una è acidula, sa di cose che rifiutiamo di ammettere a noi stessi ma verso le quali siamo attratti. Ti ringrazio moltissimo per questa riflessione! Un abbraccio.

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