A volte ho sentimenti bruschi e infantili che lascio decantare, spesso per intere notti.
La mattina raschio col cucchiaio quel fondo torbido, lo butto via, e torno a parlare con voce più limpida.
Sto insomma cercando di essere più paziente, più matura, più equilibrata, meno pronta a indossare i panni della vittima (decisamente un difetto di tutta la mia adolescenza e dei miei primi anni universitari).
Davanti alla stufa col fidanzato parlavamo di quella metafora con cui si paragonano le persone a un frutto.
Come hanno la buccia, l'apparenza più esterna? Buona o cattiva? E la polpa, quando li conosci meglio, ci hai a che fare? E il nocciolo, nel loro profondo intimo, per le cose che contano veramente?
"Di me avevi detto che avevo buccia buona, polpa cattiva e nocciolo buono," mi ricorda.
Cado dal pero. Davvero? Adesso lo vedo tutto buono. Anche lui è maturato, proprio come un frutto.

Sono felice per voi.
RispondiEliminaGrazie Gus :)
EliminaCipolla sono rientrata qui per cercarti visto che non mi hai più risposto (da agosto!) ed ero seriamente preoccupata x te.
RispondiEliminaStai bene?
Se non avevi voglia di sentire me lo accetto perfettamente, mi basta che tu stia bene.
K.o.r.e.
Ti ho scritto una mail bimba!!! Non hai cambiato indirizzo vero? Assolutamente no, non credere che non avessi voglia di sentirti!
EliminaE' una bella immagine, e un po' tenera, quella che proponi. :)
RispondiEliminaSpero che fra voi due continui sempre così.
Grazie Void!
EliminaMi piace la tua filosofia Tonio... :-)
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