giovedì 16 novembre 2017

Ho perso le parole

Ho anche perso la mano con blogger al punto da non ricordarmi di aver impostato la moderazione dei commenti. Pardon a tutti, non vi pubblicavo non per sdegno, ma perché sono rimbambita :^)

A volte qualcosa da dire mi sale ancora su. Poco, comunque.
Mi viene difficile trovare i mattoni per erigere un wall of text alla vecchia maniera.

Oggi ho buttato quattro diari nella stufa. Che bella fiammata! Che gran soddisfazione!
Era proprio ora di liberarsi degli amabili resti di sentimenti morti e sepolti anni or sono. Non sono più la persona che li ha scritti, e si vede pure qui.
I miei pensieri sono periodi brevi, freddi, inchiodati da punti. Non perché sia più figa o più trasgry di una volta.

Solo, ci sono tante cose su cui non ho più niente da aggiungere... soprattutto quelle che anche oggi mi addolorano, incasinano o spaventano di più.
Ne conosco a menadito la forma: ogni sporgenza, ogni incavo.
Sono delle silhouettes in lontananza ogni volta che mi guardo le spalle.
La notte si avvicinano e ci condivido il letto, incastrata in mezzo a loro tipo Tetris.

Ci sono. Punto. Perdiamoci meno tempo possibile e occupiamoci d'altro.

venerdì 15 settembre 2017

Stasera finalmente ricomincio il mio lavoro serale. Settimana prossima, verosimilmente, anche quello diurno. Sia lodato Iddio!
Le due settimane passate a casa dal lavoro, esclusa una piccola parentesi di mare nel weekend, sono state infernali. Me le sono resa da sola infernali. Il mio passatempo principale, quando non ho niente da fare, è rendermi insopportabile la convivenza con me stessa.

Quando saltano fuori le mie piccole manie e paralisi per sdrammatizzare dico al mio ragazzo: "guarda che è difficile essere me!". Lui ride fragorosamente e non si arrabbia. Oserei dire che vede quanto sono sinceramente in difficoltà davanti alle più semplici mansioni e se lo immagina da solo.

Fa schifo convivere con la mia mente che saltella, rimbalza, accusa, si sente in colpa, ora è demoralizzata, ora è banalmente apatica, ora odia tutti, ora ama tutti, ora odia solo se stessa, ora è tranquilla ma troppo stanca per essere produttiva.

Il signor moroso vuole provare una mezza convivenza: potendo scegliere, io con me non ci convivrei.
Cavolo, che sogno! Farei subito le valigie e hasta la vista baby!!!
Chi s'è visto s'è visto, perdente!

lunedì 4 settembre 2017

2 contratti e non sentirli

Ieri dodici ore filate di lavoro; ho parlato così tanto senza trovare il tempo di bere che le labbra mi si sono tutte bruciate, come durante una giornata ventosa in montagna. Stamattina, in corrispondenza di dove sbatto il dosatore sul grembiule per evitare che sgoccioli, ho trovato un bel livido nero.

Oggi giorno libero: ho dormito quasi tutto il giorno, prima per effettiva stanchezza, poi per noia. Avrei da fare se volessi, ma non abbastanza da tenere a bada pensieri ed ansie.
Ecco come dare una nuova tinta di orrore alla generale disoccupazione/precarietà: non ho solo bisogno di guadagnare, ho proprio bisogno di lavorare.

mercoledì 23 agosto 2017

Meteo

Ieri: giornata perfetta. Banalissima, non divertente, ma nemmeno noiosa. Equilibrata. Vegana. Luminosa. Speranzosa. Sembravo quasi un'adulta che sa quello che fa.

Oggi: carnaio.

venerdì 11 agosto 2017

La mia parte intollerante

Al moroso glielo chiedo spesso di avvertirmi, se sto diventando una stronza.
Lui con gli occhi dell'amore vede tutto buono in me e mi dice: no, più che altro diventata più forte. Conoscendoti prima è un passo avanti, anche se c'è un prezzo da pagare. Una specie di rigidità interna, una cotta di maglia sottopelle.

 Se in metro non mi fanno scendere chiedo permesso ma vado dritta  anche se mi tocca dare una spallata o due perché non ho più tempo né voglia per le cerimonie. Al lavoro perlomeno alleno la cordialità, perché mi sembra il minimo che possa fare, e perché effettivamente il tempo mi passa più in fretta. I risultati sono contrastanti. A volte difendo clienti accusati di essere degli stronzi portando la mia testimonianza: "con me è gentile". Mi viene risposto che è difficile trattarmi male perché sono troppo carina, e mi fa piacere. Faccio bene una parte del mio lavoro. Non sono una persona completamente repellente.

 A volte quel "troppo carina" significa che mi si chieda a più riprese (4) di andare a fare sesso in barca da degli sfigati di mezza età. Evidentemente do risposte negative ma non sufficientemente aggressive. So che non dovrei agitarmi perché sono dei falliti epocali che non vedono una vagina che non sia a pagamento da anni, talmente deboli da dover ricorrere a infastidire le ragazze sul posto di lavoro, dove non possono insultarli liberamente come farebbero a fine turno. Però la gente mollusco mi dà da pensare.

Chi cerca di sopraffarre proprio perché è inetta. Chi dà la colpa agli altri per le proprie insoddisfazioni. Chi non si evolve mai. Chi piega la realtà alla propria visione soggettiva, per ricoprire sempre la parte dell'eroe e mai quella del cattivo. Chi non ci arriva che potrebbe esserci di peggio fuori dll'aureola delle proprie esperienze negative. Chi si arrampica sugli specchi dello scherno pur di non ammettere che forse forse dovrebbe guardarsi dentro e cercare di migliorare. Chi piange miseria per una spina nel dito.
Eccetera eccetera. Io non ho più pazienza. Zero proprio. Mi sale una bile calda e acida proprio come il vomito e mi viene da pensare che non voglio più avere a che fare con nessuno.

Poi ripenso a una mia collega dolcissima con cui parlo di notte, dopo il lavoro. Imperfetta, ma eccellente con una semplicità disarmante. E a tutti gli altri così. Allora un po' passa.

domenica 19 giugno 2016

Messaggio a un fiore

Nel tran tran della vita non ho fatto in tempo a risponderti e salutarti. Se leggi e ti domandi: sono io? Sì, sei tu. Parlo con te.
Ti faccio i migliori auguri perché sei bella, forte e luminosa. Sei sempre stata viva reattiva e presente anche nel dolore, o almeno nel tuo modo di raccontarlo. D'esempio, nella tua trasparenza (seppure ermetica), nella tua decisione e nella tua bontà, checché tu ne pensi.
Bella, ciao! BUON TUTTO sai <3
 


la tua amica erbacea




ps: e se mai volessi, mi prudono le dita per lasciarti la mia mail

sabato 7 maggio 2016

La blogger furiosa

Oggi ho scritto un post che iniziava così:
"A sfatare il mito della Curvula buona, Curvula carina, oggi staccherei la testa a morsi a tutti."
Ho urlato e bestemmiato come una stronza, frustrata dalla scelleratezza di mia madre. Che ok, grazie a dio è stata dimessa dall'ospedale, ma si comporta come se non ci fosse mai finita.

Ero furibonda tipo ragazzina isterica che schiuma perché a scuola le hanno messo due verifiche lo stesso giorno, e come suddetta ragazzina mi sono cementata in camera a non fare un cazzo.

Poi ho letto cose che mi hanno fatto pietà. Ho rivisto in quelle cose il mio lamento (nel mio caso abilmente mascherato di rabbia, perché fa più strong independent woman) e mi sono trovata patetica.

Mi incazzerò ancora
sempre
e con passione

ma it gets worse senza subbio se glielo permettiamo, bitches. Non si può neanche parlare di sfortuna.
Se ci avveleniamo il sangue e rinunciamo a ribellarci attivamente peggiorerà. Tutto. Senza dubbio, ci metto la firma io

Quindi spacchiamoci su canzoni ignoranti e prendiamoci un po' meno sul serio

comincio io ;)